fbpx

Principianti Loop Session

Ti racconto com'è nata Principianti

 Come in un diorama, Principianti racconta la circolarità di una compiaciuta abitudine, il saper ballare sempre sulle stesse note, accettando di conoscere ogni sfumatura e saperla contemplare ogni volta.

La storia della canzone ha avuto ispirazione dal racconto omonimo di Raymond Carver. 

Anna ed Herbert, i due personaggi di comune invenzione, è facile immaginarli nella semplicità di una casa accanto ad un fiume in una tranquilla domenica mattina, in cui i due nel ripetersi della melodia 

“si tengono la mano, si guardano negli occhi, e non hanno più paura”.

Una casa guardata da lontano, come osservata dal finestrino di un treno. Nel caso di quando è nata la canzone, il finestrino era di un treno diretto a Torino. Il paesaggio collinare visto dal vetro è stato infatti l’immagine che ha ispirato il testo della canzone, nata subito dopo aver finito di leggere l’opera di Carver. Nel racconto si enuncia la storia di una coppia di anziani, del loro amore per le cose semplici, e la preziosità della propria abitudine. 

L’ambient della canzone vuole infatti rievocare la situazione di pace di una domenica mattina, in cui è possibile godere delle cose semplici, come restare in ascolto ed apprezzare i suoni della primavera ed il cantare degli uccelli (registrati direttamente a Gibilrossa). C’è uno stretto contatto con la natura e la capacità e necessità di vivere l’essenziale. 

Di seguito due estratti di Principianti, il racconto di Raymond Carver dal quale è nata la canzone

Ve lo dico io cos’è il vero amore – ha detto alla fine Herb, spezzando l’incantesimo. – Cioè, ve ne darò un buon esempio, poi ne potrete trarre le conclusioni che volete-. Si è versato dell’altro gin. Ci ha aggiunto un cubetto di ghiaccio e uno spicchio di lime. 

Noi siamo rimasti in attesa, sorseggiando dai nostri bicchieri. Laura e io abbiamo accostato un’altra volta le ginocchia. Le ho appoggiato una mano sulla coscia calda e ce l’ho lasciata.

In effetti che ne sappiamo noi dell’amore? – ha proseguito Herb. – e quel che dico, bè, lo dico davvero, se volete perdonarmi la franchezza. Ma, secondo me, siamo tutti nient’altro che principianti, in fatto d’amore. 

Raymond Carver – Principianti, pag. 235

E invece loro due, mese dopo mese, vivevano lì insieme, facendo sempre le stesse cose, sempre la stessa routine, senza mai qualcun altro con cui scambiare due parole o da andare a trovare per tutti i mesi invernali. Però avevano l’uno l’altra. Era tutto quello che avevano, l’uno l’altra. Era tutto quello che avevano, l’uno l’altra.

 <<E che cosa facevate per passare il tempo?>>, gli chiedevo. Ero serio. Volevo davvero saperlo. Non riuscivo a capire come faceva la gente a vivere così. Non credo che al giorno d’oggi qualcuno riuscirebbe a vivere così. Secondo voi, si? A me pare impossibile. 

E sapete come mi ha risposto? Volete sapere cosa ha detto? 

È rimasto lì un pò a riflettere sulla domanda. 

Se l’è presa comoda. 

Poi ha detto: <<Andavamo a ballare tutte le sere>>. <<Cosa?>>, ho detto io. <<Come hai detto Henry>>, gli ho chiesto, accostandomi a lui perché credevo di non aver sentito bene. <<Andavamo a ballare tutte le sere>>, ha ripetuto.

Mi chiedevo di cosa stesse parlando, ma ho aspettato che continuasse. 

Lui ha pensato a quei tempi e dopo un pò ha aggiunto:

 <<Vede, dottore, avevamo un fonografo Victoria e quale 78 giri. Li suonavamo tutte le sere e stavamo li a sentirli e ballavamo insieme nel nostro soggiorno. Lo facevamo tutte le sere. Certe volte fuori nevicava e la temperatura scendeva molto sotto lo zero. Da quelle parti la temperatura scende sul serio verso gennaio, febbraio. 

Però noi ascoltavamo la musica e ballavamo senza scarpe in soggiorno finchè non finivamo i dischi. E poi mettevo altra legna nel fuoco e spegnevo le luci, tutte meno una, e andavamo a letto. 

Certe volte nevicava e fuori c’era tanto silenzio che si sentiva la neve cadere. 

È vero, dottore – diceva, – è possibile.

Raymond Carver – Principianti, pag. 246-247

Foto gibilrossa

Cosa dicono i giornalisti di Principianti (la canzone)

Puoi ascoltarla su spotify

ascolta qui

Puoi guardarla su youtube

BIO

Gibilrossa è un’idea romantica. 

Un’idea di musica che affonda le sue radici nel cantautorato anglosassone e italiano, innamorandosi di Nick Drake da un lato e di Fabrizio de André dall’altro.

Gibilrossa è anche, e sopratutto, la piccola casa tra le montagne di Palermo del cantautore Giorgio Minasola. Un luogo lontano dal mondo dove si respira calma e leggerezza, e dove la natura ha ancora il ruolo di protagonista. La sua base creativa, una culla di serenità dove scrive e registra la maggior parte delle sue canzoni.

Nel 2019 viene selezionato da Glocal Sound – Giovane Musica d’Autore per esibirsi all’interno del Reset Festival di Torino. Qui entra in contatto con il produttore Fabio Rizzo (già Eugenio In Via Di Gioia, Dimartino, Alessio Bondì) con il quale comincia a lavorare alla produzione dell’album. Ad inizio 2020 inizia le registrazioni tra la sua casa e lo studio Indigo di Palermo, gestito dallo stesso Fabio Rizzo. A causa del lockdown rimane però bloccato a Gibilrossa, in mezzo alle montagne, in una casa priva di qualsiasi tecnologia o comfort moderno, con le sole canzoni a cui lavorare.

E’ in questa situazione di surreale calma e solitudine che prende forma l’album in uscita nel 2021.

booking gibilrossa

Contatti

Se vuoi portare la musica di Gibilrossa nel tuo bar/giardino/evento privato scrivi a giorgio@gibilrossa.com o chiamami al 3933870373

Scrivimi qui